Criteri e procedura per l’iscrizione al Registro Nazionale di varietà di:

  • Triticum monococcum L.

  • Triticum dicoccum Schübler

Febbraio 2004


PREMESSA

PARTE GENERALE

Gestione delle prove

2. PROVA DESCRITTIVA

3. PROVA AGRONOMICA

4. PROVA QUALITATIVA

5. SINTESI DEI RISULTATI DELLE PROVE

6. TEMPISTICA

  7. ACCREDITAMENTO DEI RISULTATI DEL PRIMO ANNO DI PROVA DEL COSTITUTORE

8. COSTI DELLE PROVE

Allegato 1     QUESTIONARIO TECNICO

Allegato 2   SCHEDA DI ACCERTAMENTO DEI CARATTERI DISTINTIVI

Allegato 3     METODOLOGIA PER L’ESECUZIONE DELLA PROVA AGRONOMICA E QUALITATIVA

Allegato 4  SCHEDA VARIETALE

Allegato  5  COSTI DELLE PROVE PER L'ISCRIZIONE DI NUOVE VARIETA'


CRITERI E PROCEDURA PER L’ISCRIZIONE AL REGISTRO NAZIONALE DI VARIETA’ DI Triticum monococcum L. e DI Triticum dicoccum Schübler

PREMESSA

Il lavoro di revisione dei criteri e delle procedure per l’iscrizione di varietà di Triticum monococcum L. e di Triticum dicoccum Schübler

è stato predisposto in collaborazione tra l’Ente Nazionale delle Sementi Elette (D. Cerrato, P.G. Bianchi, G. Corsi, S. Pezzetti) e il MIPAF (D. Strazzulla)

PARTE GENERALE

1.1 Gestione delle prove

 torna all'indice

 

Il Centro di coordinamento, nominato dal Mi.P.A.F. avvalendosi di un gruppo tecnico costituito dai rappresentanti delle Istituzioni che effettuano le prove, avrà il compito di:

Le funzioni del Centro di coordinamento consistono in:

Il Centro di coordinamento potrà consultare i rappresentanti dei costitutori.

1. 2 Questionario tecnico:

Per ciascuna varietà il costitutore deve presentare un apposito questionario tecnico (Allegato 1) contenente la genealogia, la descrizione morfologica, le caratteristiche agronomiche e qualitative compresa la destinazione d’uso della varietà, le modalità con le quali è stata ottenuta, le caratteristiche che la differenziano dalle altre varietà note più simili.

E’ fondamentale che il questionario sia portato a conoscenza dei Centri che effettuano le prove descrittive ed agronomiche.

1.3 Tempi per la presentazione della domanda

La domanda di iscrizione completa del questionario tecnico e di tutta la documentazione necessaria per l’iscrizione deve pervenire, in originale, al Ministero e, in copia, alla Regione in cui ha sede il Centro di coordinamento e al Centro di coordinamento stesso, entro il:

31 luglio

1.4 Materiale da inviare al Centro di coordinamento

Il Richiedente deve inviare al Centro di coordinamento, entro il:

15 agosto

il seguente materiale:

  1. 20 kg di sementi, non sottoposti ad alcun trattamento antiparassitario e con germinabilità minima 80%;
  2. 300 spighe al primo anno di prova ed eventualmente, su richiesta del Centro di Coordinamento, anche al secondo anno di prova

1.5 Numero di località

La prova descrittiva viene realizzata in una località/anno.

La prova agronomica viene realizzata in almeno tre località/anno.

1.6 Durata delle prove

Le prove vengono effettuate per due anni consecutivi di semina.

 

2. PROVA DESCRITTIVA

 torna all'indice

Scopo della prova descrittiva è l’identificazione della varietà e l’accertamento dei requisiti di distinguibilità, omogeneità e stabilità. Essa comprende una prova in parcella del miscuglio cariossidi, una di file spiga ed una di elettroforesi delle proteine di riserva.

    1. Condizioni della prova

La popolazione di ogni parcella deve essere di almeno 2000 piante. Per ciascuna varietà in prova viene realizzata , inoltre, una parcella di 120 file-spiga. Una specifica parcella di 6 m2 viene seminata in primavera per l’accertamento dell’alternatività.

Di seguito si riportano le dimensioni standard delle parcelle:

- lunghezza 8,5 m

- larghezza 1,2 m

- distanza tra le file 0,2 m

- numero di file 6

- superficie 10 m2

- lunghezza 1,2 m

- distanza tra le file 0,25 m

- numero di file 120.

Le tecniche colturali devono essere adeguate per un ottimale sviluppo delle piante al fine della migliore espressione dei caratteri.

2.2 Collezione di riferimento e scelta dei testimoni varietali

Per ciascuna specie deve essere mantenuta dal Centro di coordinamento una collezione di riferimento allo scopo di valutare la distinguibilità della varietà in prova rispetto a quelle già note.

La collezione è costituita da materiale di propagazione, scheda descrittiva e possibilmente da una riproduzione fotografica della varietà.

La collezione comprende almeno le varietà iscritte o protette a livello comunitario (in particolare le varietà di riferimento UPOV). Sono incluse anche varietà che sono state iscritte o protette in passato o, in casi specifici, comunque conosciute.

Nell’ambito della collezione di riferimento vengono identificati i testimoni da utilizzare per l’accertamento della distinguibilità.

In primo luogo va effettuato un raggruppamento delle varietà in prova sulla base delle informazioni fornite dal costitutore attraverso il questionario tecnico.

Le varietà da utilizzare come testimoni saranno quelle che vengono considerate più simili in rapporto a tale confronto.

Viene tenuta presente nella scelta anche l’origine genetica della varietà in prova.

2.3 Valutazione della distinguibilità

Una varietà è considerata distinta se essa si distingue chiaramente per uno o più caratteri morfo-fisiologici da tutte le altre varietà di cui è nota l’esistenza al momento della domanda di iscrizione. I caratteri che consentono alla varietà di essere definita distinta sono quelli compresi nella scheda ufficiale di accertamento dei caratteri distintivi.

2.4 Valutazione dell’omogeneità

La varietà viene considerata omogenea quando è sufficientemente uniforme per i caratteri che concorrono alla sua distinguibilità.

Il giudizio viene espresso dalla prova in parcella, dalla prova in fila – spiga e da esami varietali in laboratorio su un predefinito campione di piante o parti di esse (microcaratteri).

La varietà viene considerata omogenea se il numero di fuori tipo risulta inferiore alla soglia stabilita per ciascuno dei tre parametri.

 

  1. prova in parcella

    NUMERO PIANTE

    ESAMINATE

    GIUDIZIO NEGATIVO SE IL TOTALE DEI FUORI –TIPO E’ SUPERIORE O UGUALE A:

    1.000

    4

    1.500

    5

    2.000

    6

    2.500

    7

    3.000

    8

    4.000

    9

  2. fila – spiga

    NUMERO FILE

    SPIGA

    GIUDIZIO NEGATIVO SE IL TOTALE DEI FUORI –TIPO E’ SUPERIORE O UGUALE A:

    35

    2

    36 – 82

    3

    83 - 137

    4

     

    NUMERO INDIVIDUI

    NELLE FILE-SPIGA

    GIUDIZIO NEGATIVO SE IL TOTALE DEI FUORI –TIPO E’ SUPERIORE O UGUALE A:

    1.000

    4

    1.800

    5

    2.000

    6

    2.500

    7

    3.000

    8

    4.000

    9

    5.000

    11

    6.000

    13

     

  3. prova in laboratorio su microcaratteri morfologici

NUMERO PIANTE

ESAMINATE

GIUDIZIO NEGATIVO SE IL TOTALE DEI FUORI –TIPO E’ SUPERIORE O UGUALE A:

100

2

200

2

400

4

2.5 Valutazione della stabilità

Una varietà è stabile se essa resta conforme alla definizione dei suoi caratteri essenziali a seguito di riproduzioni o moltiplicazioni successive ovvero alla fine di ogni ciclo qualora il suo costitutore abbia definito un particolare ciclo di riproduzione o moltiplicazione. Il requisito di stabilità è dato per acquisito laddove è accertato il requisito di omogeneità e differenziabilità

2.6 Elettroforesi

Per le varietà in prova viene effettuata una prova elettroforetica. Detta prova, di per sé, non determina la differenziabilità varietale ma può essere presa in considerazione per chiarire eventuali dubbi che dovessero sorgere sulle caratteristiche morfo-fisiologiche.

2.7 Scheda descrittiva

La scheda descrittiva dei caratteri da rilevare è riportata nell’allegato 2.

3. PROVA AGRONOMICA

 torna all'indice

 

Scopo della prova è quello di valutare il valore agronomico delle varietà proposte per l’iscrizione, la resistenza agli stress biotici e abiotici, le potenzialità produttive e l’adattabilità agli areali di coltivazione.

Nell’allegato 3 è riportata la modalità di realizzazione della prova.

    1. Limiti di ammissibilità

Le nuove varietà, per essere iscritte, non dovranno essere significativamente inferiori al miglior testimone sulla base della DMS per P£ 0,05 risultante dall’elaborazione dei dati effettuata con l’analisi della varianza combinata per l’insieme delle località di prova. Nella valutazione finale resa, contenuto proteico e contenuto in glutine avranno, rispettivamente, un’incidenza percentuale del 60, 30 e 10. I rimanenti parametri qualitativi verranno utilizzati per confermare e meglio definire il valore della varietà.

 

4 . PROVA QUALITATIVA.

 torna all'indice

 

I parametri qualitativi determinati sul prodotto delle località di prova concorreranno a definire la destinazione d’uso della varietà. La metodologia di esecuzione delle prove è riportata nell’allegato 3.

5. SINTESI DEI RISULTATI DELLE PROVE

I risultati delle prove verranno sintetizzati nella scheda riassuntiva riportata in allegato 4.

6. TEMPISTICA

Riunione del Comitato esperti per:

          7. ACCREDITAMENTO DEI RISULTATI DEL PRIMO ANNO DI PROVA DEL COSTITUTORE

 

Il costitutore ha facoltà di scegliere di chiedere l’iscrizione sottoponendo la varietà a un solo anno di prove ufficiali.

In questo caso al questionario tecnico, che dovrà pervenire entro il 14 agosto, dovrà essere allegato:

In questo caso la prova descrittiva ufficiale verrà condotta in due diverse località.

Qualora l’anno di prova ufficiale non confermi i risultati forniti dal costitutore al momento della presentazione della domanda la varietà non verrà iscritta.

In tal caso il costitutore può chiedere che venga effettuato un secondo anno di prove ufficiali.

 

8. COSTI DELLE PROVE

I costi delle prove effettuate secondo le modalità previste nel presente protocollo sono riportati nell’allegato 5.

 

 torna all'indice

 

Allegato 1

 

QUESTIONARIO TECNICO

 

  1. Specie: Triticum monococcum L. r

Triticum dicoccum Schübler r

  1. Nome e indirizzo del richiedente:

    .………………………………………………………………………………………………….

    …………………………………………………………………………………………………..

    …………………………………………………………………………………………………..

  • Denominazione proposta:

    .………………………………………………………………………………………………….

    …………………………………………………………………………………………………..

    …………………………………………………………………………………………………..

    1. Genealogia e informazioni sulle modalità di selezione, mantenimento e riproduzione della varietà:

    .………………………………………………………………………………………………….

    …………………………………………………………………………………………………..

    ……………...……………………………………………………………………...……………

    5. Caratteristiche varietali da indicare (i caratteri vanno descritti secondo gli stati di espressione UPOV)

    PIANTA: ALTEZZA ALLA SPIGATURA

    1

    MOLTO BASSA

    3

    BASSA

    5

    MEDIA

    7

    ALTA

    9

    MOLTO ALTA

    PIANTA. EPOCA DI SPIGATURA

    1

    MOLTO PRECOCE

    3

    PRECOCE

    5

    MEDIA

    7

    TARDIVA
    9 MOLTO TARDIVA
    STELO PRINCIPALE: GLAUCESCENZA
    1 ASSENTE O MOLTO DEBOLE
    3 DEBOLE
    5 MEDIA
    7 FORTE
    9 MOLTO FORTE
    SPIGA: COLORE ( A MATURAZIONE PIENA)
    1 BIANCO
    2

    ROSSO PALLIDO

    3

    ROSSO FORTE

    4

    BRUNO

    5

    NERO

    SPIGA: SOLIDITA’ DEL RACHIDE (A MATURAZIONE PIENA)

    3

    DEBOLE

    5

    MEDIA

    7

    FORTE

    GLUMA INFERIORE: FORMA DELLA SPALLA ( SPIGHETTA DEL 3° MEDIO

    DELLA SPIGA)

    1 INCLINATA
    2 ARROTONDATA
    3 DIRITTA
    4 LEGGERMENTE ALLUNGATA
    5 ALLUNGATA CON PRESENZA DI UN 2° BECCO

    GLUMA INFERIORE: VILLOSITA’ DELLA FACCIA ESTERNA (SPIGHETTA DEL

    3° MEDIO DELLA SPIGA)

    1 ASSENTE
    9 PRESENTE

    ARISTE: COLORE

    1 BIANCO
    2 BIANCO-ROSSASTRO
    3 ROSSASTRO
    4 BRUNO
    5 NERO

    SEME: COLORAZIONE AL FENOLO

    1 NULLA O MOLTO LIEVE
    3 DEBOLE
    5 MEDIA
    7 FORTE
    9 MOLTO FORTE

    TIPO DI SVILUPPO

    1 INVERNALE
    2 ALTERNATIVO
    3 PRIMAVERILE

    6. Varietà simili e caratteri che li distinguono da esse (con riferimento all’elenco dei caratteri e alla classificazione riportata nella scheda descrittiva).

    Denominazione della varietà simile

    Carattere in cui la varietà simile è differente

    Classe di espressione della varietà simile

    Classe di espressione della varietà candidata

           
           
           
           
           
           
           
           
    1. Informazioni complementari per facilitare la determinazione dei caratteri distintivi della varietà

    …………………………………………………………………………………………………..

    ……………...……………………………………………………………………...……………

    …………………………………………………………………………………………………..

    ……………...……………………………………………………………………...……………

    .

    7. 1 Eventuali indicazioni particolari per la conduzione della prova:

    …………………………………………………………………………………………………..

    ………...……………………………………………………………………...…………………

    7.2 Altre informazioni

    …………………………………………………………………………………………………..

    ……………...……………………………………………………………………...……………

    8. La varietà è da considerarsi un organismo geneticamente modificato così come

    definito dall’articolo 2 (2) della direttiva CE 2001/18 del 12-3-2001 ?

    SI r NO r

    In caso affermativo specificare gli estremi della decisione comunitaria cui il relativo evento fa riferimento.

    …………………………………………………………………………………………………..

    ……………...……………………………………………………………………...……………

     

    La varietà è destinata a essere impiegata come alimento ricadente nel campo d’applicazione del Regolamento CE 258/97?

    SI r NO r

    In caso affermativo specificare gli estremi della decisione comunitaria cui il relativo evento fa riferimento.

    …………………………………………………………………………………………………..

    ……………...……………………………………………………………………...……………

    10. Areale di coltivazione:

    • Nord r
    • Centro r
    • Sud e isole r

    11. Si autorizza la pubblicazione dei dati e delle risultanze delle prove

     

    Firma e Timbro del Richiedente

     

     

     

     

     

    Allegato 3

     torna all'indice

    METODOLOGIA PER L’ESECUZIONE DELLA PROVA AGRONOMICA E QUALITATIVA

    Numero di prove

    Considerata la ridotta diffusione delle colture di Triticum monococcum L. e Triticum dicoccum Schübler il numero di prove da realizzare per una sufficiente caratterizzazione varietale deve essere di almeno 3.

    Varietà testimoni

    I testimoni, da limitare a due, dovranno essere scelti tra le varietà con ampia diffusione in Italia. Detti testimoni dovranno essere rivisti ogni 4 anni, con l’accortezza di mantenere per il quinto anno la varietà da sostituire, in modo da garantire alle varietà in iscrizione il confronto per un biennio con gli stessi testimoni.

    Metodologia sperimentale

    Per le prove agronomiche verrà utilizzato uno schema sperimentale a blocchi randomizzati, con quattro repliche e parcelle di 10 m2, seminate con seminatrici parcellari. La dose di semina per ogni varietà verrà determinata sulla base della germinabilità e del peso dei 1000 semi, in modo tale da garantire un investimento di 300 semi germinabili per m2 per i campi del sud e delle isole e di 350 semi germinabili m2 per i campi del centro-nord Italia. In ogni località di prova dovrà essere adottata la migliore tecnica colturale in uso nell’areale. Durante il ciclo colturale e sul seme raccolto verranno effettuati i rilievi morfologici ed agronomici previsti dal protocollo delle prove elaborato dal Centro di Coordinamento..

    La resistenza al freddo, oltre che dalle prove di campo, verrà anche valutata attraverso prove di laboratorio, seguendo la metodologia descritta da Borghi et al. (1986).

    Per la valutazione della resistenza alle malattie fungine, oltre all’osservazione sulle avversità presenti in campo, i nuovi genotipi verranno valutati nell’ambito delle prove epidemiologiche di laboratorio, con infezione artificiale, allo stadio di plantula, con isolati diversi di ruggini ed oidio, secondo quanto descritto da Pasquini e al. (1989).

    La qualità tecnologica di ogni genotipo verrà determinata sul campione derivante dalla miscela delle quattro repliche di ogni località. Sulla granella verranno determinati: il peso ettolitrico (metodo UNI 1028) e il peso dei 1000 semi (metodo UNI 10266). Dopo la molitura verranno determinati sullo sfarinato: il contenuto proteico (metodo ufficiale D. M. 23 luglio 1994) e il contenuto di glutine (metodo ufficiale D. M. 23 luglio 1994). La valutazione della qualità tecnologica verrà pure effettuata mediante la determinazione elettroforetica delle componenti gliadiniche e gluteniniche (Dal Belin Peruffo, 1984; Pogna et al.., 1988).

    Le prove da sottoporre ad analisi qualitativa verranno scelte sulla base dei risultati agronomici conseguiti annualmente, preferendo quelle località che consentano la valutazione biennale.

    Valutazione dei risultati agronomici e qualitativi

    Dall’elaborazione dei dati agronomici e tecnologici si esprimerà per ogni varietà in iscrizione un giudizio agronomico e qualitativo, ivi compresa la destinazione d’uso.

    Bibliografia

    Borghi B., Cattaneo M., Lauro E., 1986. La resistenza al freddo nel frumento tenero. Sementi Elette, 32 (5): 3-8.

    Dal Belin Peruffo A., Pogna N.E., Pallavicini C., Pegoraro E., Mellini F., Bianchi A., 1984. Diagrammi elettroforetici delle gliadine e chiave di identificazione delle varietà di grano tenero iscritte nel Registro delle varietà. Sementi Elette, 30 (4): 1-29.

    Pogna N.E., Mellini F., Beretta A., Bianchi A., 1988. Composizione in subunità gluteniniche ad alto peso molecolare (APM) delle varietà di grano tenero coltivate in Italia. Sementi Elette, (4): 3-11.

    Pasquini M., Corazza L. and Perrino P., 1989. Evaluation of Triticum monococcum and Triticum dicoccum accessions for resistance to rusts and powdery mildew. Phytopath. medit., 28, 195-198.